E noi siamo tutti "brava gente"

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Molto sentita questa poesia per un fenomeno che sta sconvolgendo questa società e sul quale non possiamo non interrogarci. Una volta ci si suicidava per i sentimenti, per amore o forse per depressione. Oggi il mal del vivere è rappresentato da un posto di lavoro che non c'è più, da debiti da pagare e una famiglia da mantenere. Quella che sembra una soluzione è un dramma ancor più grande. Compito di tutti noi è cercare di capire chi sta affondando e cercare di dare una mano con gesti di solidarietà perché questi morti non pesano solo sulla coscienza dei potenti, ma anche su quella degli indifferenti.
E' una lirica che si ribella a questo sistema che ormai mastica istanti di pura follia ... Da una parte una società costruita su una scala di valori in cui l'unico comune denominatore è il valore di borsa di ogni cosa... e dall'altra una società di sentimenti soffocati che comunque si muovano ...restano congelati e qualsiasi gesto è inutile... nessuno ascolta... impotenti si subisce. Tristemente ... s'imbraccia il fucile... Vorrei si riarmassero le coscienze... e chi fosse al potere prendesse atto che qualcosa deve cambiare al più presto in nome della sacrosanta DIGNITA'.
la cosa che più mi spaventa, non è la povertà, il lavoro che manca, ma la maledetta impermeabile patina che c'avvolge. a suon di fanfare che urlano chi fa pre se fa per tre, rotoliamo ossa e gomiti nella giugla d'asfalto, prevarichiamo, spingiamo... fottiamo. l'empatia sembra appassita e ci laviamo l'anima, che nonostante tutto continua ad urlare, comprando un pacco di pasta equosolidale confezionata da bravi ed industriosi poveracci di chissà dove! un testo che condivido, ipocrisia che abbiamo addosso e il primo scoglio se vogliamo cambiare... dovremmo ammettere il nostro peccato
Che questo meraviglioso canto, all'indifferenza che ardita cammina per strada, si possa un giorno fermare, e con attenzione, osservare ciò che poi resta ancora, di quel tanto rimasto da fare - Condivisa molto apprezzata -
Difficile stabilire confini tra un utile distacco, e una vigliacca indolenza o paura che sia, di essere coinvolti in realtà che non si vogliono vedere. Condivido l'intelligente e originale analisi della Poetessa. Adoro il grido e anche l'autocritica che trapela tra le righe.
pensiero che condivido appieno, la santa ipocrisia è la santa più pregata, complimenti notevole



