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Ribellione 6 maggio 2012 · lettura 2 min · 1267 letture

E noi siamo tutti "brava gente"

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Dany Blasi 605 poesie pubblicate
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E noi siamo tutti brava gente... Si... tutta gente sensibile e buona. Basta con questa ipocrisia, con queste ipocrite e banali melodie, all'occasione al potente cantate con il vestito nuovo della festa. Basta con questo squallido apparire di chi non sopporta il lezzo del barbone e con il naso chiuso e dipinto sul viso un falso sorriso... lascia cadere un centesimo nel piatto. Ed io clicco mi piace su quel lezzo, perché non è lezzo bastardo di carogna ma è profumo di vissuta pelle, passione, amore. Danzano fra i miseri cartoni le diverse lune... libere gabbie ed infiniti cieli. E noi siamo tutti brava gente sensibile e buona, tutti a piangere sulle note di una famosa canzone ... E quella infame lacrima, che mai non solca il viso per l'ultimo, il diverso o il disoccupato: "Perché cosa vuoi mia cara, così è la vita, era solo un povero pazzo, un disoccupato, un ultimo, un diverso e giustamente si è dato fuoco oppure si è impiccato! E noi siamo tutti brava gente, buoni e sensibili... all'occorrenza pagliacci di bontà e di paglia miseri e squallidi eroi.
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Questa poesia non è solo di "ribellione sociale"...ma vuole essere anche per me una forte analisi e riflessione sui tempi apatici e indifferenti all'altro che un po\' tutti viviamo.

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L'autore
Dany Blasi
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Commenti (6)

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India6 maggio 2012

Molto sentita questa poesia per un fenomeno che sta sconvolgendo questa società e sul quale non possiamo non interrogarci. Una volta ci si suicidava per i sentimenti, per amore o forse per depressione. Oggi il mal del vivere è rappresentato da un posto di lavoro che non c'è più, da debiti da pagare e una famiglia da mantenere. Quella che sembra una soluzione è un dramma ancor più grande. Compito di tutti noi è cercare di capire chi sta affondando e cercare di dare una mano con gesti di solidarietà perché questi morti non pesano solo sulla coscienza dei potenti, ma anche su quella degli indifferenti.

Elle6 maggio 2012

E' una lirica che si ribella a questo sistema che ormai mastica istanti di pura follia ... Da una parte una società costruita su una scala di valori in cui l'unico comune denominatore è il valore di borsa di ogni cosa... e dall'altra una società di sentimenti soffocati che comunque si muovano ...restano congelati e qualsiasi gesto è inutile... nessuno ascolta... impotenti si subisce. Tristemente ... s'imbraccia il fucile... Vorrei si riarmassero le coscienze... e chi fosse al potere prendesse atto che qualcosa deve cambiare al più presto in nome della sacrosanta DIGNITA'.

EnzoL6 maggio 2012

la cosa che più mi spaventa, non è la povertà, il lavoro che manca, ma la maledetta impermeabile patina che c'avvolge. a suon di fanfare che urlano chi fa pre se fa per tre, rotoliamo ossa e gomiti nella giugla d'asfalto, prevarichiamo, spingiamo... fottiamo. l'empatia sembra appassita e ci laviamo l'anima, che nonostante tutto continua ad urlare, comprando un pacco di pasta equosolidale confezionata da bravi ed industriosi poveracci di chissà dove! un testo che condivido, ipocrisia che abbiamo addosso e il primo scoglio se vogliamo cambiare... dovremmo ammettere il nostro peccato

angelo cora6 maggio 2012

Che questo meraviglioso canto, all'indifferenza che ardita cammina per strada, si possa un giorno fermare, e con attenzione, osservare ciò che poi resta ancora, di quel tanto rimasto da fare - Condivisa molto apprezzata -

Garbofania6 maggio 2012

Difficile stabilire confini tra un utile distacco, e una vigliacca indolenza o paura che sia, di essere coinvolti in realtà che non si vogliono vedere. Condivido l'intelligente e originale analisi della Poetessa. Adoro il grido e anche l'autocritica che trapela tra le righe.

C

pensiero che condivido appieno, la santa ipocrisia è la santa più pregata, complimenti notevole