"un pagliaccio"
e, ridi pagliaccio ridi sempre
dietro quella maschera che non è cartone
ma volto imbellettato con rossetto e farina
che sicuramente avrà un cuore ed anima, e
ridi di noi che ti applaudiamo contenti
delle tue smorfie e dei tuoi capitomboli,
delle tue frasi senza senso e cognizione,
che ci fanno pensare che il mondo è strano, e
strano come la tua faccia che pare sorridere
ed invece ha tanta sofferenza dentro il cuore,
noi non sappiamo nulla del tuo presente passato
e battiamo le mani come foche ammaestrate,
ruggiamo come leoni sopra un piedistallo
che alla prima frusta del loro domatore
saltano il cerchio per un po' di buon cibo,
come cammelli in fila in un cerchio magico
che sbuffano, alitano, il loro greve odore,
come l'arsura che ti prende sempre
dopo una lunga sfrenata cavalcata, e
dacci ordunque sempre il tuo buonumore
scanzonato, come va presa la nostra vita
e quando lo spettacolo finalmente sarà finito,
davanti ad uno specchio tornerai signore
del tuo tempo, del tuo essere, del tuo destino:
gran fornitore di emozioni.
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Commenti (2)
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angelo cora6 maggio 2012
Note di grande velata verità, a volte finta a volte vera, ma quel sempre apparire sincera, alla fine ci fa applaudire - Molto apprezzata e condivisa - Davvero piaciuta - -
Antonella Modaffari Bartoli6 maggio 2012
La maschera che spesso indossiamo per apparire allegri quando il cuore è spezzato. Perché come dice Pirandello, siamo: "Uno, nessuno, centomila".

