Una nomade stanziale
Sono una nomade stanziale
una zingara senza armi e patria
poco fiato e qualche peccato
e un coraggio in fondo al mare
Sono una nomade stanziale
delusa e ubriaca del mio errare
giro e giro tra le mie pareti
quattro angoli per non sbandare
Sono una nomade stanziale
con poca fretta e tanto da fare
porta aperta per vagabondi e pensatori
porta serrata ad angeli e impostori
Sono una nomade stanziale
tra le dita una sigaretta da fumare
negli occhi rimpianti e qualche pena
e alle spalle un passato da preservare
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Commenti (3)
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Doraforino8 maggio 2012
Versi di grande emozionalità, che porta con se rimpianti e alla spalle un passato da preservare. Intensa e profonda!
Francesco Scolaro8 maggio 2012
"Una nomade stanziale". Un ossimoro per titolo che rende a perfezione il pensiero della Poetessa, che se da un lato si definisce stanziale, dall'altro predilige far viaggiare la mente pei clivi e per le valli...
Carlo Fracassi8 maggio 2012
I versi mi riportano ad una suggestione provata da bambino allo zoo: una gabbia troppo stretta per una tigre troppo grande, nessuna via di fuga; pensieri ormai lontani di quando scorazzava libera nella foresta...


