Violabilità
Della violabilità del cuore ne sopporto il dolore.
Non ricevo doni e suffragi nemmeno da chi muore.
Strumento scordato per un voce impacciata mi chiudo in una fortezza.
Lento il divenire non da ragione ne contezza.
Un fulmine mi sfiora il corpo a vanificare la sorte.
Non professo fede e castità vicino alla morte.
Solo molti dubbi oscurano il Sole della preghiera.
Una timida stagione del freddo consoliderà la materia.
L’escursus dirimente della mia ingenuità,
si fa organico alla mia cattività.
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