Terra d’oro
la forza dell’acqua di Maggio lavò le nespole d’oro,
bagnò il bocciolo alla rosa rossa e bianca
nei recinti popolari che coltivano a rendere sensibili gli orti –
il giardiniere della notte pota il fiore azzurro ad ogni stagione -
concimo una terra d’oro
rotolò nel cielo il tuono e parla:
"nel giardino delle rose
eterne esse se resisteranno
ad esse sole"
parlò e rotolò nel vuoto, e fu il sole a rifrangere le perle equilibrate agli steli,
ruppe coi dardi i veli della vergogna dei templi loro, svegliò il lombrico,
il sonno creaturale d’assenza infernale, dischiuse in tutti il gregge dei monti
le morte pupille, caddero stille sugli occhi dei morti - viole che in fronte hanno
e quando fu la terra, fu al sole
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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