Quando sarò passato
Giorgio Lavino
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Dite che mi piaceva
essere farfalla senza ali
Per correre incontro
alle belle cose nascoste
nei sogni
Quando sarò passato
Dite che volevo spargermi
addosso ogni sapore
e per questo mi gonfiavo a dismisura
Dite ancora che spesso
Mi tuffavo nel lago della solitudine
per rinfrescare i miei pensieri
Quando sarò passato
Dite che adoravo la carne
che puzzava di povertà
e odiavo quella che profumava
di opulenza
Dite ancora che ricamavo
spesso la bellezza su
fogli di venerazione
Quando sarò passato
Dite che sono stato
spesso a cogliere sorrisi
non solo per me ma anche
per chi voleva sorridere con me
Quando sarò passato
Dite di me tutto quello
che vi va di dire di me
tranne che non sopportavo
le gioie degli altri
Dite ancora che mi piaceva
disegnare la vita con le mani
della fantasia
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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