E, tuttavia, frenetica
La tua lunga notte di neve è terminata
in questo caldo mattino d'estate,
con uno strano moto di distacco
che non riconosco, con una diversione
assurda, nel tuo cammino, bruciante
e più intima del desiderio di restare.
Come un sibilo improvviso di volo
nella tromba delle scale
o un sommesso calpestio sul solaio, lieve
come un fremito d'ali, ti sei allontanata
con lo sguardo distante migliaia di miglia,
perduto nella luce del sole nascente.
E il tuo abbandono, dolorosamente,
fa curvare il mio tronco,
scheletro di albero arso e spoglio.
Elettroniche note, acute, stonate,
sibilano nel vuoto interno,
ritmiche, assordanti e sgradevoli
come il ronzare di un'ape e altalenanti,
come striduli richiami d'uccelli.
E, tuttavia, frenetica continuo a muovermi
per te, intorno a te, come prima, come sempre
e sussurro al tuo orecchio tenere parole
che non ascolta ma, forse, sente.
Superba e sublime e patetica aberrazione umana
è questa mia ultima illusione,
breve intermezzo tra desiderio e sogno,
spettro visibile per un attimo e subito svanito,
ondeggiamento fugace, destinato a perdersi
nell'incalzante fluire del tempo.
©
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L'autore
Novella Capoluongo
Sono nata a Satara (India) il 06.03.1946, vivo a Potenza dove sono socia attiva di diverse associazioni e club-service. Ho pubblicato a mie spese due libri di poesie:" 85 poesie su Rivello" e "Legàmi, la mia terra ed io" cento e una poesia, e ho devoluto interamente il ricavato della vendita ad EMERGENCY e alle opere u
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