Solerte
Nell'oscurità dei ricordi
mi appresto ogni giorno
a varcare le brughiere
dei tuoi silenzi.
Poiché senza contegno
ambisco all'illusione,
che un eluso riflesso
si adagi lì per sonnecchiare,
vorrò condurre il cuore
nel luogo in cui viene al mondo il sole.
Osservo le mie mani,
per quanto inutilmente fedeli,
che ancor pretendono immobili
di sollevarti dall'affanno del volo.
Ma come sempre all'imbrunire
mi adopero a distrarre l'anima
tra le brumose vestigia di un tempio
riarso dal torpore dell'indifferenza.
Solerte la nostalgia di te diviene brezza
così pura
che ogni istante torno da lei
a riprender fiato.
©
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