Un sogno di fole

Ho sognato...
e in quel sogno alato
ho intravisto una strana fanciulla
con il cuor che nel petto trastulla
nel narrar ricche fole.
Ho scrutato in quel sogno
e ho intravisto
tanti bimbi in ascolto
e ...che sconcerto e sorpresa
il candor degli sguardi rapiti.
Ho sognato...
e nel sogno ho avvertito
un lieve sussurro,
un sospiro o un bisbiglio
che ha confuso quell’ego
proteso.
Mi han parlato le labbra innocenti
di ali e di piume, di fate carine,
di draghi e reami
e di voli arcani...
mi han contato le fole
e un dardo toccante
han scoccato
quelle candide mani
e han trafitto,
arricchendo di sogno quel sogno.
Così che nel vago e l’ameno
divento di quel regno sovrana
e, con l’adorno d’un arcobaleno,
la gaiezza d’uno scorcio sincero,
la mia mente in connubio col cuore
è lì ancor che si bea
del diafano ed effimero
e di fole... di fole... e d’amore.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi16 maggio 2012
Con bravura la poetessa ci porta in un mondo incantato, da favola. Composizione poetica di classe verseggiata con sobrietà.

