"nascerà un fiore"
e, piano piano dicevi,
in quel campo di grano maturo
fra spighe dorate e papaveri rossi,
mentre la tua pudica verginità donavi,
come cerbiatta in amore palpitavi,
come gatta pelosa in calore ansimavi,
al pari di rondine che vede il sole volavi, e
d'ambra di mare e immacolata fresca neve
sapeva il tuo corpo acerbo, superbo, magnifico
emulsionando il suo candore al mio ardore
in un tutt'uno di celestiale giovanile bellezza, e
se nascerà un bellissimo fiore sarà come te,
se crescerà forte rigoglioso te l'offrirò,
se sarai padre, sarà di mio figlio;
scomparisti nel nulla all'improvviso
e nuvole nere mi si adagiarono addosso, e
più nulla so di te, frutto della mia gioventù,
non saprò mai se quel fiore mi somiglia o no,
non avvertirò giammai i suoi vagiti e lamenti,
non godrò delle sue piccole gioie e grandi vittorie,
non sarò genitore affettuoso o forse lo sono, e
se mi passasse accanto in un angolo di mondo,
sicuramente al di là del nostro fisico parlerà:
il fremito del cuore.
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Commenti (2)
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rstorace17 maggio 2012
brividi nel leggere questa storia struggente di un amore travolgente, passionale, vissuto negli anni della giovinezza, poi sparito nel nulla e se fosse nato altro amore da quegli abbracci? ... al di là della carne il cuore sarebbe capace di riconoscere il proprio figlio... commovente e intensa
Alberto De Matteis18 maggio 2012
Versi che ti lasciano con il fiato sospeso e stenti di arrivare all'ultimo verso, il più bello e commovente, perché proprio lì si avverte "il frenito del cuore". Lirica dalle forti emozioni.
