Tra un palpito e l'altro
Tra un palpito e l'altro, la perla
del tuo occhio umido distorce
la mia figura, che muta e muove
le pieghe del tuo rabbrividire.
Ma io non sono ciò che tu mi credi.
No, non sono l'affanno che ti rode
il ritmo scandito dalle ore.
Benché io viva uguale nel tuo dentro,
non sono il cruccio, la disarmonia
in cui si torce e asmulgibra
ogni tua umana debolezza.
Io sono la tua pace, la dolcezza
che, mano nella mano, ti conduce,
come la speranza, a quella luce
che freme sul prodigio, lì, ad aprire
quello che è al suo divenire.
Io sono il mastice che tiene
le tue ossa insieme, la scheggia
del tuo Dio. Io sono
l'anima. L'antica
inquietudine, la vita
sul filo tra la polvere e l'essenza.
Io sono la presenza
di una libertà che non ha nome.
E per misterioso transito
tuo fiato. E tuo sigillo
quando il tempo fermerà
il tuo volto. E sotto la pelle
scivolerà il silenzio ai sogni
e ai dolori che si discioglieranno.
©
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L'autore
Michele Zagarella
Sono nato il 29-10-1939 a Caltanissetta. Già redattore nisseno de "Leco dell'Arte" di Roma, collaboro, con poesie e articoli di varia natura, a diverse riviste culturali. Ho già pubblicato quattro raccolte di liriche: "Foglie nel tempo"(ed.S.E.L. Roma 1996); "Tra le rughe" (ed.Ferdinandea CT 2001); "Dalla mia valle (Ed
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