" e tu?"
e, aspetto placidamente aspetto,
guardo la mitica splendente luna,
sfioro i petali di una scarlatta rosa
accarezzo il bavero di un abito consunto, e
perennemente in un assolo solitario,
vago con la mente in chiusi labirinti,
addito con lo sguardo cose andate perse,
ripenso a ciò che poteva essere e non è stato, e
il lento andare del meraviglioso lungo fiume
rispecchia sempre le innevate immacolate cime,
riflette immagini come grandi lucenti specchi,
si adagia un barcone con un uomo vinto sopra, e
supinamente la dolce acqua lo fa andare,
alla deriva come un pesce pescato morto
senza opporre nessuna flebile resistenza,
così come io il giorno del prossimo trapasso
veleggierò contento, rigoglioso e puro
verso la meta che mi è stata ahimè concessa
non per vittoria assunta o per gloria vana
ma soltanto per esser per caso venuto al mondo,
spensieratamente aver vissuto molto bene,
amato anche sin troppo alcune mille volte,
tradito molto chi credeva in me soltanto,
barattato come una vecchia scatola vuota di cartone,
ma sempre vigile attento in fondo con me stesso
per dire agli altri a muso duro in viso:
io ho vissuto, e tu?.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
angelo cora18 maggio 2012
Ammiro in questa danza di note, il pensiero, il succo che racconta, tratti di vita davvero vissuta, tutto il resto poi si disperde nell'onde dell' andare lento del fiume - Complimenti, davvero piaciuta -
Duilio Martino18 maggio 2012
Come lasciarsi trasportare da un placido fiume di parole... Bellissima lirica in versi altrettanto pregevoli! Piaciutissima!

