L’alcova

inerme il giorno d’oscuro s’avvolge
ci nasconde nelle ombre delle porte serrate
delle lampade soffuse
e tu da lontano costruisci
stanze di desiderio delle mie bagnate voglie
per leccare l’immacolato candore
di quei pensieri e farne lussuria e peccato
alcova di parole
che scorrono sul mio corpo
come liquido seme
sono graffi e morsi sul ventre in sospeso
in attesa di divorare labbra, pelle,
le bianche cosce,
le mie rosee areole intrise
di versi ansanti e soffocati
fammi venire
e salvami
dall’indecente solitario amplesso
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L'autore
Eirene
"Così breve é il nostro Cammino in questo sogno. Il mondo di una rosa. Ma noi lo rendiamo Immenso Con soste di lunghi dolci baci Sulle foglie aperte." (XV sec.a.C.)
Commenti (1)
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EnzoL20 maggio 2012
un testo dalla forte carica passionale, parole sconce, nere... scivolano sulle curve, s'adombrano e fremono... vibra la carne ed il cuore, su quelle parole... molto apprezzata

