A te che sbocci
Ci sentivamo distanti
abbiamo costruito strade,
qualcuna porterà ad incontrarci,
nessuno conosce il cammino
lo impara passo dopo passo.
Due rette paralleli si temono,
preferisco le incidenze casuali,
le strisce longitudinali e trasversali,
rispetto ogni segnale del mondo,
ogni senso di marcia, ogni colore,
rispecchiarsi negli orizzonti,
riscoprirsi ogni giorno migliore.
Ci sentivamo smarriti e vuoti
abbiamo smesso di aspettare,
cammineremo in giorni nuovi,
forse bruceremo il mondo,
forse saremo solo cenere,
nessuno prevede il futuro,
immaginalo come vorresti,
non temere di vivere la vita.
Guarda come brilla nel buio
la tua piccola stella,
lei non teme nessuna notte
perché tu dovresti?
©
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Commenti (1)
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Antonio Biancolillo23 maggio 2012
Una riflessione dolce nel suo ritmo ...leggera scorre la lettura su quei binari dove storie diverse viaggiano verso attese di strade che solo il tempo conosce... tra linee trasversali nella loro casualità...Ed e emozionante quel disegno di pensieri verso giorni nuovi senza temere il buio della notte... Molto apprezzata nella semplicità del lessico e per le immagini che riesce a trasmettere...
