Ai margini obesi del tempo

Alle solite ore s'addicono le stesse cose
(è più facile fuggire
o lasciarsi assorbire?)
Messa alla disperazione
da un testo incastrato negli occhi per caso
a parlarmi di cieli fiammeggianti e porte aperte di corallo
tutte volte all'oriente
passai lungo i margini dell'acqua:
raggi di luna cadevano in verticale
da quell'unico occhio vergine e stupefatto.
Sopra le mani arrese pensavo a Colui che
alitando soffiò sul mondo
in moto altalenante
(apparente
senza senso)
ma nel buio spiragli s'aprivano:
code di comete vorticanti che viaggiavano tutta la notte
decomposte in miriadi di scintille ghiacciate
ai margini obesi del tempo
guardavo in faccia un antico deserto
costruito in moltitudine di grani
sotto
la piccola strada in salita nel riflesso di nove lune
che si ritirava lentamente
nella sua grande ombra.
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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Maria Luisa Bandiera21 maggio 2012
Delicata e semplice esposizione di un viaggio etereo fuori dal corpo quando l'anima in un momento di estasi riesce a percepire ciò che c'è al di là della vita, molto bella!

