Povero illuso
Lei sta li inasprita a guardarmi
che pena mi fa..
ha gli occhi come cera
e irti sono i capelli.
Mi guarda lei
non conosce i miei
pensieri,
punta il dito lei,
muta non sa parlare.
Zitta! dovrebbe stare
e lì assente,
dove è sempre presente.
Aspetta, lei.
Vorrebbe me.
Avanza illuso,
lo scudo incerto
parla:
ma non puoi corrermi dietro,
odio le donne sdolcinate
vattene via!
Amo quelle
che dannano
e fuggono!
Povero illuso.
Lei se n’è andata.
Grave
mordo labbra prosciugate
come il sangue
secco
al sole.
Mi confronto
triste sul poi,
faccio conti
con la regola,
e cado.
©
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