Dal dentista
Tanta la gentilezza che m’avvolse
che assai confuso mi rimasi alquanto
e non capii perché così m’accolse
chi non degnava altri più di tanto.
Allorquando mi fui, poi, all’altro accanto
che già saldato avea da tempo il conto,
la mente mi s’aprì presto, qual lampo,
udendo: esser pur io seme del campo.
Questo non è l’ambiente che tu pensi
ma, di contro, è una fabbrica di soldi
che pure fuor di tempo trovi i saldi
e patteggiare puoi pure i compensi.
Il suo mestiere bene egli conosce
ma meglio ancor lo fa se lo compensi
che senza soldi, sai, perde li sensi
ma al solo puzzo più nulla capisce.
Non esser, quindi, pigro di tua mente,
nell’elargire mostrati eccedente
che assai maggiore avrà di dente cura
ed ancor più s'esente di fattura.
sentore
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (1)
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paolo corinto tiberio22 maggio 2012
conosci bene Dante a quel che vedo (e a quel che sento)... la composizione e di discreta... fattura il tema è della cotidianetà, non certo un grande tema, ma in poesia si può trattare un piccolo tema tale da farlo diventare grande e trattare invece grandi temi da farli diventare piccoli...