Il guado
Io vetusta risultanza di questo reo tempo
confondo i giorni tra la noia e il desiderio.
Nei vicoli angusti della mia memoria non c'è più spazio
per la creatività e l'impegno.
Sopporto a mala pena le intemperie stagionali perche irrompono dure sul mio labile umore.
Le costrizioni delle convenzioni e del bagaglio lavorativo mi rendono ansioso.
Una vita scellerata e grama mi sferza e mi tradisce.
La crescita dei sentimenti non trova il decollo.
Un critico divenire non sopporta un'avversa sorte.
Nelle variazioni della mia coscenza vinco la sfida con il mio temperamento.
Un tono liberatorio non mi rende più schiavo del peccato.
La solerte fiducia in me stesso all'albore della sua sostanza mi fa uscire dal guado.
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