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Famiglia 25 maggio 2012 · lettura 1 min · 4527 letture

Ridatemi quei giorni (Gocce di memoria)

Anna62 196 poesie pubblicate
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Ridatemi quei giorni in cui bambina aspettavo una carezza che non venne. Rimanga intatta la memoria della mia prima età con voci e vite che mi appartengono come pelle alle ossa.
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Qualsiasi dolore ha bisogno di essere legittimato, nessuno ha diritto di negarlo o sminuirlo17 gennaio 2013
L'autore
Anna62
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Commenti (6)

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Bruno Leopardi25 maggio 2012

Bella immagine di poesia sul tempo che non ritorna. Tristezza e dolcezza avvolgono questa lirica che in pochi versi esprime pienamente quel sentimento di rimpianto per i giorni nei quali il proprio mondo era tutto diverso. Non torna indietro mai come vorrebbe l'autrice. Lascia a pensare.

Francesco Rossi25 maggio 2012

Tutto il desiderio di sentirsi sfiorare da mani amiche e amorevoli emerge in questa toccante poesia che l'autrice ci propone.

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nello vittorio maruca25 maggio 2012

"Purtroppo sfortunati si nasce" E' una frase fatta che contiene verità assoluta. In questa delicatissima quanto breve poesia, che solo un cuore dolente può stendere, è espressa tutta quanta l'amara tristezza di chi altro non avrebbe preteso che un poco d'attenzione. Abbiano i cuori infranti un poco di fede.- Con ogni stima.-

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India25 maggio 2012

Il proprio passato è la nostra storia, ma quello dei primi anni è qualcosa di più. E' un'impronta che influenzerà il nostro futuro. Addirittura si cerca il ricordo di qualcosa che mai è stata verità, di qualcosa che ci siamo persi, tipo una carezza, un abbraccio. Nessuno ce li ridarà mai, perché non sono mai esistiti ed è questa la vera sofferenza rappresentata dal'autrice: il senso di impotenza che predomina e si aggiunge ai ricordi.

Alberto De Matteis25 maggio 2012

Quella carezza che non venne mai rimane, purtroppo, come lama affilata nel cuore. E' un'immagine molto triste che la brava autrice ci mostra con questa breve ma tanto profonda poesia.

Salvatore Testa25 maggio 2012

Una carezza che pesa sulla vita tra albe e tramonti e non venne mai a lenire quelle ansie e quelle paure rotte dal pianto. Una carezza rimasta sospesa nella memoria, ti apparteneva proprio come pelle alle ossa. Grandiosa e profonda e penetrante nell'anima.