Odissea ancestrale
Si veste la vita in geometrie di sorte
che stessa tesse.
Sgomitola l'eternità,
intreccia atomi con mani di fuoco
crea soli e cosmi attorno a me.
Eppure io figlio suo
piango per lei,
lei l'unica dea prigioniera di se stessa
nell'eterno tormento
penelope che per sempre disfa cio che trama,
madre di figli con incerto destino,
eppure madre, che forse soffre e ama.
E ancora mentre tesse la tela il ragno,
essa nel sole brilla di strane porte
dove passa la vita all'oltre
traverso lei che è sole e morte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!