Ancor mi sei nel cuore
elena rapisa
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Non v'è bianco gelsomino
dal profumo più intenso,
né geranio più rosso,
né succo più amaro e vischioso
di olive aggrappate ai rami contorti
del tuo cuore andaluso,
Siviglia.
Violenta i sensi allucinato sole
e l'eco di antichi passi risuona
fra i bianchi ombrosi barri.
Da celati fioriti patii si ampliano
accordi tremanti di chitarre,
sovrastano ruvide voci.
Il Guadalquivir
in liquido amplesso, accoglie
affatturate notti traboccanti
diamantate stelle e la carnale luna
vi annega cuore d'amanti.
Oscurità condanna
a costante memoria il peccare,
in orpellate barocche chiese,
eredità di cupa fede intrisa di colpe,
ove trasalenti fiammelle
sono preghiere e suppliche,
su scuri retabli intagliati.
Mugghiano nella calura coraggiosi tori,
tra moresche leggende
arrossate di sangue e d'amore.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (2)
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Francesco Rossi25 maggio 2012
Una poesia che fotografa Siviglia negli aspetti tipici e particolari che hanno colpito l'autrice. I versi scorrono fluidi e aggradano il lettore di questa bellissima poesia.
C
Citarei Loretta Margherita25 maggio 2012
il paesaggio di siviglia fa da sfondo alla melanconia derivata dall'assenza e dal ricordo d'un amore notevole poesia

