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Ribellione 25 maggio 2012 · lettura 2 min · 2687 letture

Guernica

Idalgo Visconti 294 poesie pubblicate
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Ecco la foto di quel bambino seduto vicino al camino rimava estasiato vivendo con la mente i racconti avventurosi di quell'anziano parente Nella sua immagininazione non c'era la paura ma solo movimento Non risuonava in lui il fragore di un bombardamento In lui c'era il candore Non conosceva la rappresaglia ed il terrore Vedeva solamente con quell'ingenua mente la tenace e battagliera gente che con accanita resistenza si opponeva alla vile prepotenza Fortunata è stata che la sua fresca figura non abbia visto quel povero impiccato ignaro pure era di quanto soffre l'esser torturato Ha visto solo su sbiadite foto quel sorriso di quel popolo imminente pieno d'ideali in cerca di un futuro indipendente Come loro credeva di poter crescere in quel mondo onesto e sincero matrice poi di un popolo fiero Passato è tanto tempo e di quei tristi giorni svanito pure il ricordo di quelle troppe paure e di quei poveri morti Ormai abbiamo dimenticato l'ideali ed abnegazione di chi tragicamente ci ha lasciato Vilmente con apatia tutto è stato vanificato a niente è servito quel grande sacrificio di chi per noi ha lottato Abbiam lasciato vigliaccamente vincere nuovamente l'egoismo e l'arroganza rendendoci ancora schiavi del potere Così grottesco appare l'accaduto Passivamente ci pieghiamo nuovamente a quella vecchia malavitosa gente Ma tu poi cosa dirai a tuo nipote? Noi siamo i nostri gesti
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Parafrasando un noto politologo: Su un palazzo genovese, ricordo, c'è una scritta che nessuno ha mai pensato di cancellare nonostante porti la firma di un certo Benito Mussolini. Forse perché è una frase molto bella e molto giusta. Succede. Dice: "La guerra è una lezione della storia che i popoli non ricordano mai abbastanza". Chissà quando la pronunciò, in quale fase della sua vita. Peccato che lui stesso se la sia dimenticata... Io aggiungerei che i popoli non hanno mai imparato neppure l'autodeterminazione e cosa sia la libertà e il libero pensiero.

L'autore
Idalgo Visconti

“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”

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Commenti (10)

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Patrizia Ensoli25 maggio 2012

Questa lirica, mi riporta a quando ero bambina nei racconti del nonno che, era stato in guerra... fra i banchi di scuola, quando, ascoltando la storia spiegata, le guerre... dentro me, si stringeva il cuore e pensavo... Noi no... noi siamo al sicuro, non patiremo fame, ingiustizie, sangue e violenze... non conosceremo le bombe... E crescevo, con la convinzione che la libertà, la giustizia, avrebbero sempre trionfato nel mio futuro ... Quel bambino della lirica, siamo tutti noi e i nostri nonni, non sarebbero fieri di quello che abbiamo fatto dei loro sacrifici... delle loro morti!! versi che condivido e sento particolarmente

S
Sadness25 maggio 2012

versi evocativi di un tempo non molto lontano; abile l’autore nella prima parte dell’opera a descrivere minuziosamente dell’anziano la sua saggezza, del bambino il candore e la purezza; una lunga e articolata lettura a sottolineare un costume; il tempo cancella ogni cosa; si partecipa solo del momento che si vive, e si ha l’impressione che guardando indietro i valori erano più vivi, sentiti e combattuti; ora regna negligenza e distacco; bella l’opera allegata ... riporta tutta la drammaticità di quanto accadde;

carla composto25 maggio 2012

sono in linea con il commmento precedente... questo bravo autore ci porta a profonda riflessione... vero quel bimbo siamo tutti noi... intensi versi ...veramente apprezzata

C

quello che più mi disturba è vedere come ai nostri giorni poco si ricordi la guerra di liberazione, ci si ricordi di gente che ha versato il proprio sangue perché noi avessimo la libertà,una profonda poesia, che fa riflettere

Giovanni Perri25 maggio 2012

voglio solo dirti che sono molto contento di aver letto questa poesia.

r
rstorace26 maggio 2012

viviamo giorni tristi, nulla impara l'uomo dal passato, continuando ad essere mosso solo dal dio denaro, queste sono le conseguenze del suo agire, un mondo privo di ideali ed umanità...

Artemisia26 maggio 2012

I sacrifici passati restano, i morti che hanno combattuto per noi verranno sempre ricordati, ma solo in chi ha la voglia di sapere, di documentarsi. Ogni epoca ha la sua guerra da affrontare, e anche se non vi sono spargimenti di sangue, anche se non c'è un affrontarsi corpo a corpo, è comunque una storia da raccontare. Il sangue che vediamo scorrere oggi, e rosso come quello di allora... ma lasciato scorrere da lontano, con fare vigliacco e disumano. Gli eroi di un tempo, quelli che credevano veramente alla libertà non esistono più, tuttavia erano altri tempi... e ogni epoca deve avere la sua storia e i suoi eroi. Non tutto è perduto.

Duilio Martino26 maggio 2012

La storia si ripete proprio perché la memoria è labile e per questo gli orrori si dimenticano pensando sempre che siano irripetbil. Bellissme riflessioni davanti ad un quadro che ha segnato la storia e timbrato a fuoco la tragedia del popolo spagnolo. Dobbiamo un grazie a Picasso ed un grazie anche te POETA che ce lo hai ricordato! FS.

Fiammetta Campione26 maggio 2012

Anch'io ho ascoltato tanti racconti di atrocità e ingiustizie che la guerra porta sempre con sè... capisco bene lo stato d'animo dell'autore, sembra che tutto ciò che è successo si sia vanificato e che la sofferenza e la morte di tanti non siano servite. Non siamo un popolo unito né lungimirante

F
Fantaghirò28 maggio 2012

c'è decisamente classe e maestria nello splendore di questi versi. bello stile, mi ha affascinata