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Satira 26 maggio 2012 · lettura 2 min · 1324 letture

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Ezio Falcomer 135 poesie pubblicate
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Ma mia mamma mi avrà letto? Che diranno di me quando vango questi pixel di tossine e psoriasi occipitali; quando strambo esondo in catafratti guaiti silenziosi a saturare il mondo già scazzato dal bisbiglio da stadio; già rotto ad avventure, a sventure, a frangicuori da poltrona, da cadrega, da aipòd, aipàd, uatsàpp, aitiùn..., bitùm? Quanti poeti siamo in relazione al prodotto interno lordo, quanto pesiamo sull'economia reale e quella della Grazia, sull'equilibrio cosmico, e sull'attuale deriva delle galassie? Boh! Un fremito, un brivido, forse anche un rutto psicosomatico il cor m'assale, come una strizza da premiazione al Quirinale. La fantasia o l'ars? Le emozioni o la filologia? Sperimentazione o archeopoesia? Boeri Perugina o ermetiche flatulenze pizie? Boh! Ma sì, sventriamo questo Silenzio da ambulatorio di medico di famiglia, da obitorio. Ruggiscano i pneumatici della scrittura in una Convoy, come in un road movie; in litanie prealcova e postalcova e sine alcova. Disperdiamo sulla Moscova i nostri versi, da generosi, prima che una Beresina finale non venga a romperci le uova.
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Ezio Falcomer
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