Scrivo e poi aspetto nel vento opposto

Scrivo in respiro ciò che io vivo
nei miei pensieri.
Scrivo nell'acqua che non ha forma
se non la stessa che sia del corpo
che in me già è scritto
dei suoi misteri.
Scrivo nell'aria nel blu infinito
dei suoi pianeti, del bianco invito
di nubi sparse negli occhi al cielo
di chi è già parte di un sole incerto
che squarcia il grigio, e fa sperare
che non sia avverso.
Scrivo nel verde di flore assorte
su rocce incolte, tra i nudi sassi
tra quei crinali nei fontanili,
nel sorseggiare degli animali
che vanno a bere.
Scrivo nel mare del suo sapore
di quell'odore mi sento il sale
che non traspare, ma poi riluce
dei suoi colori che nei fondali
tra i più diversi, dilata gli occhi
per far entrare arcobaleni
da sempre immersi.
Scrivo nel volo di uccelli aitanti
nel batter d'ali di micro insetti
nelle inflessioni delle farfalle,
nei vorticosi impollinarsi
da fiore in fiore
nei bulbi gialli.
Scrivo nel mondo gli giro in tondo
e come un falco m'innalzo e guardo
mentre mi scorre la vita intorno,
io spiego le ali e fermo aspetto
assecondando il vento opposto
per poi tuffarmi a capofitto
io scendo e scrivo
come un rapace
che col suo becco
nutre di vita
tutto se stesso.
©
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L'autore
Argo
Capii di amare l'espressione poetica sin dalle scuole elementari, la mia prima poesia fu a tema sul volo degli uccelli, e come per incanto il loro librarsi spaziò in me, volando nel cielo sconfinato della mia anima. E fu così che compresi come in tutti noi è racchiuso qualcosa di unico, una sorgente ispiratrice ines
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