E l'Italia
E l'Italia giocava alle carte
e parlava di calcio nei bar
i tecnocrati vivevan su Marte
s'allenavano a meglio tosar.
Poi nell'aria un odore di zolfo
e l'appello alla calma in tivvù
tentativo senz'altro un po' goffo
di dipinger il cielo di blu.
La schedina il segno di croce
la badante un'ora d'amor
il trenino correva veloce
e sbiadiva quel bel tricolor.
Cicciolina non più in Parlamento
prostituta ora è intellettual
sei giornali col suo supplemento
un futuro... in stazione central.
Maestroni a inseguire programma
non insegnan di vita a gioir
stonate note d'un pentagramma
quel che resta soltanto è oblir.
E l'Italia giocava alle carte
sei negroni un goccino di giin
ginepraio ne arte ne parte
dancing night chantant tabarin.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gabriele Renda
Sposato- tre figli -diploma ragioniere (mai usato)- Calabria terra d'amare Quarantant'ottanni portati bene
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!