Imperituro
Io viandante ammutolito nel suo silenzio
erravo tra le sponde annerite di scogli spumosi.
Il mare aperto gridava con le sue onde in un freddo
inverno dell’anima. Il buio delle sparite stelle
aveva proiettato un’ombra sibillina sugli operosi
affanni. La natura magnificava la sua apoteosi
nel rincorrersi dei venti di maestrale.
I bisogni venivano rimessi ai loro dubbi,
mentre il fuoco di una idea dilagava imperituro
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