Diario di Ecate

Sto zitta e ti guardo.
Ti osservo da lontano
mentre dormi, ti muovi, respiri.
Le tue paure mi chiamano
in fondo al buio
potresti trovare la mia luce
a guidare i tuoi passi che vacillano.
Ma preferisco star zitta
perché le mie parole
potrebbero farti tremare l'anima.
Perché in fondo mi odi e mi ami
ma menti a te stesso
ogni volta che ti guardi
in uno specchio.
Ho sciolto i miei cani
questa notte.
Si erano seduti a vigilare
i tuoi pensieri
ad un crocevia.
Non hai il coraggio di guardarti dentro
perché potresti trovare
quelli che più temi
la bassezza che reprimi
l'istinto che fa di te un'ombra scura
mentre ami farti vedere
angelo e pura luce.
Silenzio, meglio il silenzio
e la sua immensa eloquenza.
Meglio tacere
se non si trovano le parole
per costruire il proprio cuore
attraverso le ansie e le gioie
che ti getti addosso.
Mi hai rinchiusa in una gabbia
chiamata notte
ma non sapevi che l'universo intero
è oscurità
mentre miliardi di puntini di fuoco
lo illuminano
per suggerirgli di crescere
e guardare avanti al suo destino.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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