Il tempo delle rose selvatiche
Quando finisce maggio
e le giornate
si fanno immense,
calde
e luminose,
l'azzurro sopra i monti
è così cupo
che sembra contrastare
con il sole
su cime, prati verdi
e fiori nuovi.
Quel cielo sterminato
pare freddo,
mi gela
nel ricordo e col silenzio,
descrive, come allora,
i tuoi momenti.
La scuola salutasti
ed i compagni
poi docile seguisti
le promesse.
Lontana dal tuo mondo
in ospedale, temevi
l'anestetico
e il chirurgo,
tua madre ti cullava
e non volevi,
ma poi ti vinse il sonno
e ancora dormi.
Sul banco della scuola
ammutolita
soltanto rose agresti
a ricordarti.
©
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Commenti (2)
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Fantaghirò30 maggio 2012
lirica magistrale, riflessiva, di grande incisività e impatto emotivo, mi è arrivata prepotentemente
Sara Acireale30 maggio 2012
Ho provato un tuffo al cuore per questa poesia... specialmente la chiusa "ma poi ti vinse il sonno e ancora dormi"...spero che non sia autobiografica...È bellissima e piena di pathos questa lirica stilata magistralmente...
