Oh... madamì

Oh... madamì
fievole e graziosa venere
d'un labile e remoto momento,
con la cenere del tempo
cipria spargi a iosa
sul volto stanco
e disperdi in un fiume di parole
i turbamenti dell'indole
superba.
Oh... madamì,
piccola mela acerba
rovinata anzitempo
e inacidita,
tu che di miraggi, disegni e ancor più saggi
sei tutrice...
tuttora ambasciatrice
dei prolissi sogni,
or affoghi nel bisogno di narrare
la tua voglia di volare
Oh madamì...
reclusa e diafana farfalla
con ali fallate
d'assurdi timori,
reclusa reginella
nella cella del dovere,
non è più in tuo potere
lo scettro del voler... volare.
Tu che hai teso lo sguardo al cielo
e non arrivi a sfiorarne il velo
svirgoli un misero spicchio di luna
nello sconfinato gelo
d'immensi buchi neri...
tu che ne bramasti l'alone
hai sbriciolato nella scia delle stelle
le rimanenti ore.
Oh... madamì,
ora indossi con dovizia
lo scorrer dei giorni
senza più guardarti intorno
e ti specchi con grazia
in un lago sterminato di mestizia...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
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M
Maria Rosy31 maggio 2012
Un inno alla gioventù passata Una trama poetica che descrive lo scorrere della vita tra sogni e speranze... non avvenuti???Così leggo questi versi che tramano una velata tristezza .Bellissima e preziosa come contenuto. Applauso
Francesco Rossi31 maggio 2012
Io credo che in questa meravigliosa poesia l'autrice coglie i momenti del tempo passato con una visione ancestrale che colma di limpida chiarezza la poesia.

