La frontiera
Oltrepassare quel pezzo di terra di nessuno
sentire la sterpaglia sotto i piedi sudici
e l’orgoglio di tentare ancora
Siamo noi,
siamo i disperati,
quelli stipati in barconi carichi,
quelli che non sapranno mai se toccheranno terra
o se annegheranno inghiottiti dalle acque,
quelli che hanno perso tutto
meno la forza
di scavalcare muri
di navigare mari
o di accaparrarsi con i denti
un altro pezzo di vita
siamo gli invisibili,
i profughi,
gli sfruttati,
che marciano nei deserti con i figli sulle spalle
verso mete sempre lontane,
noi che sfuggiamo dall’inferno
senza sapere se ci accoglieranno le tenebre
o la luce
Noi,
che i nostri vecchi li abbiam lasciati a casa
mentre ci salutavano con lacrime e sorrisi
Noi, fatti di niente
con i denti bianchi e lucidi
e la pelle dura che ci protegge dalle cadute
Noi, disposti a tutto
per un tozzo di pane
e uno spicchio di libertà
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Commenti (1)
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Francesco Rossi31 maggio 2012
Una composizione che scandisce con ritmo crescente i disagi esistenziali che opprimo la libertà individuale collettiva. sorge spontanea la solidarietà.
