Il poeta e i suoi pianti
Spine nei fianchi
e resistenti e setose ragnatele sul cuore,
qual’ è il colore
o la sua scia slavata
che designa tali pensieri?
Perché
il dolore, la solitudine, la disillusione
devono mostrarsi
sotto inique e sanguinolenti spoglie?
Il poeta piange i suoi pianti
e di spine e di ragni li frappone.
Ma vi è di più,
vi sono mondi sommersi
di blu intensi e melmosi
di liane e serpi contorte
di giochi di luci che inorridiscono
menti scomposte.
Vi è di più,
che il pianto del poeta
è solo il bimbo nello sterno
che si contorce e strilla
ché nella sua saggezza illuminata
conosce la morte della vita.
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L'autore
annamaria vezio
Annamaria Vezio, critica letteraria, già violinista, scrive e dipinge, è un'artista poliedrica, pluripremiata in ambito letterario, pittorico e teatrale. Ha pubblicato racconti, romanzi, numerose sillogi, e molte sue poesie premiate con dipinti a tema acclusi, sono presenti in innumerevoli Vernissages e Antologie lette
Commenti (1)
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Francesco Rossi1 giugno 2012
Poesia di notevole interesse. L'autrice con maestria riesce mirabilmente a poetare la veste straziata dell'anma per farla ricucire in quell'ansare antico che è morte e vita.
