E poi

E poi raccogli il vento
e asciuga quelle lacrime
panni sporchi di dolore
attaccati ai fili dell'anima,
lasciale evaporare,
che il cielo fugge sempre chi non spera.
Cosa cercavi in quell'angolo di cielo?
Raccatta i pezzi
sparsi nel passato,
tienili nel cassetto,
non è mai tempo di confinare i sogni.
E poi prendi la mano
che ti è tesa,
rialzati da terra,
soffia la delusione
che impolvera i tuoi passi,
mastica il pane
grano dei nuovi giorni.
E ancora
fissa negli occhi il cielo e non temere,
che immobile così nel suo colore,
lungi da pregiudizi e da parole
in un abbraccio mescola
i languidi silenzi delle stelle
al borbottare di un vento senza tregua.
E poi...
non ti stancare
si muore mille volte
per mille volte poi ricominciare.
©
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Commenti (3)
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angelo cora2 giugno 2012
Note davvero sentite a raccontar della vita, errori, cadute, discese salite, ove trovare una mano, per continuare più forte, il cammino - Molto apprezzata, condivisa, piaciuta -
Patrizia Ensoli2 giugno 2012
Un vento nuovo che rinfresca, rigenera, come i panni stesi al sole l'anima, lascia e deve far fluire il dolore, la stanchezza ...si affida a quella mano ... Versi molto intensi e colmi di evocative metafore dove desiderio e rinascita sono protagoniste!!! Bella e apprezzata!
Francesco Rossi2 giugno 2012
Bellissima poesia che emana splendore diffuso, inonda ed è intensa con barbaglio profondo.


