La fuga del soldato stanco

Vorrei fuggire da questo silenzio
orfano del genicidio di parole
che nel tempo ho perpetrato
questo silenzio rappreso in gola
che ha reciso le mie corde
putrefatto il mio fiato
trasformato le lacrime
in cumuli di ghiaccio
che mi covano dentro
e aumentano il peso
della tristezza che mi porto addosso
vorrei non camminare
in questo sentiero senza uscita
dare materia alle mie sensazioni
che non fosse solo l’aridità della malinconia
a incorniciarmi il buio
vorrei essere
il corridoio vincente
di questa corsa verso il vuoto
vincere
come un piede che attraversa il carbone acceso
come un tuffo dalla scogliera
su un mare in tempesta
come una spina inflitta
alla più bella rosa
come un soldato
che depone le armi
in una guerra
che non ha mai combattuto
vorrei un po’ di fiato
per sfamar l’affanno
di questa mia incessante arsura
che rende graffio il mio vivere
e il mio respiro
un urlo
che il vento ha cancellato
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Caterina Tagliani1 giugno 2012
Molto sentita e apprezzata ., considerazioni su tutte le cose che ...vorremmo e che non sempre riusciamo a realizzare, e... lascia correre i commenti... spesso sono inutili o falsi... il poeta non si autodefinisce mai tale

