"diventar donna"
e, dopo aver tanto troppo atteso
mi concedesti il tuo vellutato corpo
di carnagione che sapeva di albicocca,
la bocca era scolpita con fragole rosse,
gli occhi perle azzurre di un mare profondo,
i seni poi colline da scalare in fretta, e
mi ricordo era una bellissima giornata,
di sera quasi all'imbrunire, dicesti,
che aspetti stupido è arrivata l'ora
quella in cui si diventa d'un tratto donna,
quella che ricorderò ricorderai per sempre,
quando con altri faremo ancora l'amore, e
mi tuffai nell'immenso suo grande oceano,
come marinaio che vede ormai la riva
credevo di essere un naufrago nell'isola,
a cercar frutti, fogli, arbusti per accender il fuoco
per dare a lei sensazione di un vulcano acceso
per sentirla gemere e piangere al contempo
per donarle il senso della sua vera felicità:
diventar finalmente donna.
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Commenti (1)
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Bruno Leopardi3 giugno 2012
Delicatezza estrema e dolcezza infinita in questa splendida poesia che ha in se un forte simbolismo a spiegar l'azione. Molto bella la terza strofa in particolare, con una gentile chiusa che da il senso della lirica e ne è l'essenza.
