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Riflessioni 4 giugno 2012 · lettura 1 min · 3287 letture

Chiodi

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Chiodi di garofano per addolcirmi d’aromi, cucina a luci di candele in anteprima la tua immaginazione, sul display ci siamo solo noi ti vedo per intero dallo specchietto, ho inchiodato i biglietti per il domani su abiti mai indossati e profumato il passo dalla soglia Ambidestra t’ho salutato con i violini in bocca mentre cercavi quella tua ricetta Infallibile - un chiodo fisso - La tavola è al posto di sempre, già sparecchiata
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ma poi, chissà perché le minuzie tornano sempre...

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (10)

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M
Mariasilvia4 giugno 2012

La possibilità di offrire immaginazione al lettore e grande fantasia e originalità da parte dell'autrice. Si percepisce il bianco e nero di un'anima stanca non arrendevole. Ironia!!! Complimenti veri e tanti!!!

Idalgo Visconti4 giugno 2012

Una musicalità dalla quale già traspare il sentimento che l'ha ispirata, Complimenti...

EnzoL4 giugno 2012

sagace ed ironica al punto giusto direi, la splendida stesura mi fa pensare ad un uomo che arranca sugli specchi, in un amore che è alla fine (perdonami per l'interpretazione) ottima

Annamaria Barone4 giugno 2012

era tutto perfetto! Apparentemente... la tavola apparecchiata e quella bocca piena di violini e quel profumo... era tutto perfetto, ma perché resta solo una tavola perfettamente sparecchiata?

DonnaFPgreeneyed5 giugno 2012

Una lirica che mi lascia uno strano retrogusto d'ironico, ben condiviso e compreso. Le minuzie, perfette, nella loro imperfezione.

S
Sadness5 giugno 2012

ci si lascia andare ed è così che dovrebbe essere senza programmi o prognosi; l'analisi la si rimanda a mente fresca; una bella ermetica ...

Giovanni Perri5 giugno 2012

Ci sono soglie che sono come pareti su cui talvolta inchiodiamo speranze. Anche qui si resta sospesi, come un abito che domani, forse, non indosseremo. Bella composizione, evanescente eppure ferma come una messinscena del desiderio.

Fiammetta Campione5 giugno 2012

E' dolente e ironica al tempo stesso, tutto perfetto, tutto pronto per il massimo godimento, ma... per rispondere alla nota: forse perché non sono poi così minuzie?

Patrizia Ensoli5 giugno 2012

Si colgono sfumature ironiche in un bianco e nero tendente al grigio... Perfette le metafore, grande quella tavola perfettamente sparecchiata? Ottima

Donatella Pezzino5 giugno 2012

Bellissima lirica venata d'ironia e di sottile rimprovero forse per una persona amata troppo attenta ai dettagli esteriori... e quei chiodi da aroma dolce si trasformano in strumenti acuminati... stile e metafore da applauso!