L'Appello
Per più mesi fui protetto
tra le mura d’una roccia
ma anelavo d’essere stretto
con amore tra le tue braccia.
Le pareti lisce e spesse
aveano forza di corazza,
sol potè la tua tristezza
penetrare entro le stesse.
Or con l’uovo che s’è schiuso
finalmente son disceso
a ridare il perso riso
al dolcissimo tuo viso.
Questa notte t’ho sognata,
ti ho veduto addolorata
per dei scrupoli e rimorsi
ai reali fatti inversi.
Dal natante dondolato
m’ero un poco appisolato
quando in cima a scalinata
una scritta illuminata
l’arcano mi ha svelato:
Un Arcangelo alato
in Cielo era cercato,
indi a sé l’ha richiamato.
Era scritto, decretato
che l’evento fosse stato.
Perciò, il pianto sia sorriso,
la tristezza sia allegrezza,
il dispero sia speranza
e la fine sia l’inizio.
©
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita5 giugno 2012
gradevolissima poesia, un susseguirsi armonioso di immagini, ben descritto l'innamoramento, notevole testo
Alberto De Matteis5 giugno 2012
Una poesia dolce e sentita da far lacrimare il lettore. Una vita spezzata ed un'altra che sboccia per consolare l'inconsolabile donna. Bellissima la chiusa: "la fine sia l'inizio". Un bel verseggiare a me tanto caro. Complimenti.
