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Uomini 5 giugno 2012 · lettura 2 min · 963 letture

"un vivente"

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vinfra47 470 poesie pubblicate
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e, che ne sai di me, del mio io, del mio essere, del mio credo, di quanti amori ho conosciuto, a quali verità ho bevuto, quali padroni ho servito, quante croci ho portato?, e che ne sai di me, tu che semini parole al vento, che critichi sensa sapere niente, che biasimi senza ascoltare gli altri, che ti fidi di una frase detta per invidia da qualcuno che si rode per infamia?, e non sono stato un santo né un benefattore, la mia vita è stata tutta una salita impervia, nessuno mi ha regalato nulla gratis per onore, quello che ho l'ho conquistato col sangue del lavoro, giorno per giorno sensa divertimenti e pause, tribolando da mane a sera come un'emigrante che vuole arrivare lì sulla cima del monte e guardare il mondo con soddisfazione di chi è arrivato ed infine c'è l'ha fatta a far dire alla gente quello è un gran signore, e che ne sai di me?, che parli a vanvera per il sentito dire la verità ognuno c'è l'ha in fondo al cuore e dovrà un di pagare il terribile conto e forse ottenere un recondito premio lode quella che fa di un uomo retto e giusto un vivente.
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"la vita è fatta anche di ignoranza ed invidia sovrana"3 ottobre 2012
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Commenti (4)

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angelo cora5 giugno 2012

Spesse si legge nel vento parole, dall' altrui gettate, senza averle pesate, dal sapore amaro, di tutt'altro colore, di confuso o distorto spessore - Note dense di verità, immagini provate dal gusto davvero affilato -

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Lory5 giugno 2012

direi che parole negative gratuite se ne sentono molte in giro. pare che dare aria alla bocca sia più importante che aprirla solo saggiamente. c'è bisogno di maggiore responsabilità nei confronti delle parole che pronunciamo e di sensibilità nei confronti di chi stiamo parlando o peggio sparlando

Già ... chi per fortuna di vita o per agevolazioni di nascita scala la vetta del "successo" si sente maestro di vita e profeta di giudizi, senza nulla conoscere dell'altro, del suo "quant'è amaro lo scendere e il salir per l'altrui scale" come mirabilmente dice il nostro massimo poeta Dante riferendosi al proprio esilio. Per molti la vita trascorre come un esilio, e sono tanti gli esili intesi come allontanamenti e perdite .Ultima nostra speranza, che non ci tradirà, il riconoscimento dei meriti e dei demeriti, senza sentenza d'appello alla fine di questa nostra breve vita terrena, al cospetto di un Giudice a cui nulla potremo nascondere. Bella e condivisa riflessione

Bruno Leopardi6 giugno 2012

Poesia alla quale non è facile far commenti. Perché atro non puoi dire se non che tutto la lirica, verso dopo verso, è condivisa e tua la senti come lettore ed uomo. Ninte altro da aggiungere.