L'urlo di Gaia
Sento un grido
che sale forte
uccelli neri
presagio di morte.
Maree nere
nucleari idiozie
veleni e morbi
umane pazzie.
Lobby e potere
consumi e mercato
governi e paura
un’uomo sfocato.
L’urlo di Gaia
nessuno più sente
improvvido umano
oscuro e latente.
Fuoco e cenere
luce spettrale
lamento straziante
stonato orchestrale.
Vittime o carnefici
sul nostro cammino
noi soli gli artefici
del nostro destino.
©
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L'autore
Gabriele Renda
Sposato- tre figli -diploma ragioniere (mai usato)- Calabria terra d'amare Quarantant'ottanni portati bene
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