Narciso
I sogni ampliavano lo sguardo sul nitido orizzonte.
Cresceva in te una singolare infatuazione naturalistica.
Lo specchio dell’anima rifletteva le nascoste sembianze.
Io e il mio orgoglio narcisista coglievo fiori nel più bel giardino.
La Luna inquisitoria ingrandiva i peccati.
L’oasi dei miei inveterati bisogni non conosceva tregua.
Il fuoco delle mie promesse ardeva forte nelle vene.
Quantunque volessi servire il mio silenzio rubavo la fede al mio destino.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi5 giugno 2012
Narciso, fior di maggio o giracapo non è assolutamente vanitoso come il narcisista. E' propio per questo che la luna inquisitoria ingrandiva i peccati. Quì l'autore coglie brillantemente le assonanze e le dissonanze. Un poetare che è bellissimo quello di Giuseppe.
