Nel primo giorno di luce

*
Spazio coperto
dal tempo,
come giorni ponenti
che vanno correndo
dietro teschi
e bianche catene,
nell’eleganza di uniformarsi.
*
Com’è assoluto
l’inutile
e reggere la mira.
*
Non piagnucolare
quando il mondo intero
provoca la bomba
del rifiuto.
*
Così persuade la luce,
passando
sulla presenza inutile
del concreto,
là nel turbinio
che scende delicato
nel senso di vuoto
di ogni futuro.
*
Oh madre!
Sola negli anni
sfumati dalle scelte,
masticati dalla fiducia
e sordi nella condanna.
*
Tiri riusciti
dall’illustre fatica
graffiano il passato.
*
Potevano andare
a farsi un giro!?
Invece no!
Cantano e ballano
su questa straniera tomba.
©
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L'autore
Violeta C
La poesia è un’intima amica alla quale confidare ed affidare la mia anima. Vivo a L’Aquila dal 1994. Ho 2 figli adolescenti e lavoro come insegnante di sostegno. La passione per la poesia si è rivelata in seguito ad un tragico evento accaduto alcuni anni fa a L’Aquila: il terremoto dell’Aprile 2009. Ho iniziato a scr
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