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Riflessioni 6 giugno 2012 · lettura 1 min · 4925 letture

Ali senza volo

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Queste briciole tra le mani mi rattristano. Sono polvere dall’odore di nebbia, ali senza volo. Non trattengono l’agonia nel resistere al tentativo d’aggrapparsi a quel che resta, quando non resta che il sale su labbra umide, sconosciute. E rovistano in una valigia dove non c’è niente, e il niente diventa buio al morire d’una stella. Scompaiono nel giorno che va, e non ritornano a sentenziare di parole chiuse in un orgoglio taciuto.
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Rita Minniti
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Commenti (8)

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Giacomo Scimonelli6 giugno 2012

''...il niente diventa buio al morire di una stella...'' versi che arrivano al cuore ...dolcezza e malinconia camminano a braccetto in questi intensi versi ...

Bruno Leopardi6 giugno 2012

La poesia non è bella se dentro non trovi la sofferenza dell'autore. Io ci credo. Credo che solo chi intensamente la vive come figlia, con dolore, può scrivere cose così belle. E la tristezza è il prezzo che si paga alla sensibilità umana al suo essere vera e vissuta la vita. La musica scelta poi, accompagna magistralmente la lirica. Davvero bella.

Francesco Rossi7 giugno 2012

Vedo affoltarsi la tristezza in questa mirabile poesia unita al rimpianto che traspare nella chiusa.

carla composto7 giugno 2012

tristezza, malinconia... intensa lirica... che tocca il cuore... versi ben stilati...

Angela Fiore8 giugno 2012

tristezza e malinconia sono facilmente palpabili in questi versi, molto piaciuta!

Carlo Fracassi8 giugno 2012

Ci vedo l'elecubrazione di un malessere d'amore, certamente perduto, spesso sottaciuto ma mai dimenticato...

Arcangelo Galante8 giugno 2012

Interpreto la lirica come se l'anima non desiderasse rispondere a ciò che non vuole accettare. Resta il ricordo del niente che, presente con il suo vuoto incolmabile, diventa buio totale per l'autrice. Così accade che quella conosciuta delusione è già una dolorosa esperienza, provata sulla pelle e vissuta nel cuore, che dona all'autrice ALI che non può usare per spiccare il VOLO, allontanando da sè tutta quell'amarezza provata. L'anima non vuole rispondere al perché di quel dolore che, inseguendo il ricordo, lo riaccende continuamente. Quindi, la risposta resta sempre uguale: accettare l'amarezza di quel metaforico niente. Molto struggente e realistica.

Antonio Biancolillo8 giugno 2012

Uno di quei momenti che conosco bene, quelli in cui mi lascio trasportare nel fondo dei perché,come acqua verso il basso, passeggiando su pareti sempre più scivolose, cercando appigli a cui aggrapparsi a quel che resta così avvolto di lievi nebbie, tra sguardi a testa bassa su strade ansiose del viaggio, lasciato da solo sotto il cielo, immenso mantello messo là in alto sul passo della terra, cercando qualcosa che faccia spuntare le ali nel costante destino di scelte da raggiungere, cercando l’argine dove si ferma il tempo, rovistando in valigia abbandonata su strade già conosciute... ma non trovo niente di domani che possa dirmi del'amore, solo briciole che scivolano tra le mani, e l'alba è già arrivata ormai, e quel che resta è la tua assenza.