Ti cerco e mi consumo

Eppur, ti cerco
e mi consumo.
come letto di torrente senza vita
vuota le lenzuola, fredde,
eppur in esse son libero di inventarti
e mi consumo.
Nel vuoto urlare il tuo nome
non ha senso,
eppur urlo e mi consumo.
Maledetta, benedetta ombra,
al fioco luccichio d'una candela
ti palesi e mi torturi,
mordi le carni e mi dai vita.
In questo labirinto di follia
nasco e muoio,
vivo il fango di lenzuola perse
tasto,
assaporo l'odore d'un profumo andato
ti cerco e mi consumo.
Amarti è un ghiaccio che si scioglie lentamente
ogni stilla è una spina che s'incunea nel cuore,
inchiostro bianco che racconta.
Nutro la mia voce del tuo nome
in questo nasco e muoio.
Ti cerco e mi consumo.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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