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Impressioni 8 giugno 2012 · lettura 1 min · 2428 letture

Un incubo chiamato cibo

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India 406 poesie pubblicate
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Tu vuoi ancora morire morire e giocare giocare e morire vuoi saltare per aria bruciare palazzi altari e famiglie vuoi bruciare parole cercare colpevoli un tempo mi davi la mano correvi con me ti pettinavo i capelli e ascoltavi le fiabe guardati intorno non ci sono nemici non ci sono aggressori scaccia i tuoi mostri ricomincia a mangiare vesti il tuo scheletro copri le ossa Non lasciarti morire non lasciarti ingannare
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A te, che hai chiuso le tue persiane al mondo e lo hai fatto tramite il cibo. A te, che ci vedi tutti nemici, compresa me, ti voglio bene, tu non sai quanto.

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India
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Commenti (4)

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Sara Acireale8 giugno 2012

È una brutta bestia l'anoressia...è una "malattia" terribile che incatena il cervello e non fa più ragionare... Come asserisce la poetessa è "un incubo chiamato cibo". È un tunnel dal quale è difficile uscire... difficile ma non impossibile. Bisogna avere molta pazienza, costanza e con le cure adeguate... passo dopo passo si può uscire dal buio e intravedere una piccolissima luce che man mano che si procede in questo cammino di "rinascita" diventerà sempre più grande. Se è una poesia verità auguro un in bocca al lupo alla Poetessa e tanto tanto CORAGGIO...

Carlo Fracassi8 giugno 2012

L'anoressia ha un grande alleato: l'indifferenza; e un mortale nemico: l'amore!

Francesco Rossi8 giugno 2012

Complimenti, un messaggio poetico importante e poetato con forte sensibilità e garbo per una tematica come quella della anoressia e bulimia.

B
Berine Algol Belize3 settembre 2012

Mi dispiace di non averla letta prima, ma veramente tratti questo argomento con tatto e delicatezza. Molto toccante, molto reale, molto sincera. Sicuramente sarà servita. Un Abbraccio.