Giù, giù, l'angelo in fiamme

Giù,
giù, dal cielo l’angelo in fiamme
caduto nella metropolitana in muffa
aspettando di risalire
sul marciapiede imperfetto
rivede
l’aria perdersi in vortici e bagliori
fra gl’istanti
ti guarderò ancora stanotte mentre pieghi
le ali alle farfalle, bambino crudele che fa la conta
degli insetti infilzati con gli stuzzicadenti,
sospirando insonnie accatastate una sull'altra
lascerò che tu mi ami
null’altro
ti penserò le labbra a esaurirsi
perdendo a scatti l’oro dei rimpianti
mentre scade il tempo nella cenere
capace di tagliarmi parzialmente l'aria
e mantenere intatta la parola
l’angelo caduto dal cielo in fiamme
torna a farsi gelo
flesso nell'assenza si siede
isolato nello specchio
piange.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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Amara8 giugno 2012
...la trovo molto bella... e suggerisce immagini e suggestioni... si cerca con piacere nelle parole un gioco di senso... e si trova qualcosa di proprio...

