Il mio cane fedele
Caro diario
ti sei spento come una candela
perché non avevi più nessuna ragione di esistere
Stanca dei miei pensieri
non riuscivo a metterli sulla carta,
erano monotoni trasparenti e indecisi
Guardavo per ore
quel tuo foglio bianco
e mi dispiaceva vederti afflosciato
In fondo eri solo un pezzo di carta
che raccoglieva pezzi di me,
per anni sei stato il mio miglior amico
parlavo con te perché tu non mi tradivi
non rispondevi non infierivi
e soprattutto non giudicavi
ricevevi e basta
Eri un cane fedele
e non dovevo neanche portarti a spasso per i bisogni
Caro diario
non mi piaceva più sfruttarti
ti ho chiuso come ho chiuso i libri di fiabe,
ma non ti ho mai considerato un oggetto
ti conservo ancora in un vecchio cassetto
quello che io chiamo il mio cimitero,
lì c'è tutto ciò che ho lasciato morire
anche tu sei invecchiato e forse sei morto
ogni tanto passo da te per una carezza
ma il coraggio di aprirti l’ho persa
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Commenti (1)
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Francesco Rossi9 giugno 2012
Un ottimo spunto l'accostamento ad un cane fedele. Quella voglia di carezzare ancora pur senza sfogliare dimostra che la sensibilità non è svanita dalla mente dell'autrice e questo si evince da questa stupenda composizione.
