Sognavamo la vita che ci aspettava
Mi attardo a riconoscerti dai capelli,
Sei tu? Non sei tu?
Sono i tuoi quei denti
in una bocca che non sorride?
Quanto peserai? Trenta chili, quaranta
Tua madre non si stacca dal tuo letto
Io non ce la faccio
Domani forse torno
torno con una preghiera
torno con due parole
torno senza smalto alle unghie
se ci sei ancora domani
ti racconterò di lui,
ascoltami mentre non riesci
a fermare quella mano,
tua madre l’allontaniamo per un po’
Ora vado
ma se non torno domani
perdonami
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Commenti (3)
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G
Giancarlo Fiaschi14 giugno 2012
Momento amaro di dolore, veder la figura deperire presa nel vortice del male... atroci attimi sfibranti, che strappano il cuore. Incisivi versi, che danno il senso della sofferenza, molto apprezzata!
M
Mariasilvia14 giugno 2012
Un dolore che non ha parole. Amaro quanto il fiele. Si consuma il corpo ma l'anima è fresca e... ti ha atteso. Commovente e da brividi. Brava a trovare le parole e ad emozionare cosi tanto. Un applauso all'amicizia grande.
Anna6216 giugno 2012
Sono commossa e le parole stentano ad uscire... resto in silenzio e mi sale una preghiera che consegno per quest'anima bella, che tale è rimasta dentro quel corpo dolorante e deformato. Al'autrice un abbraccio a significare vicinanza...
