Padre
L'ode del crepuscolo
sprofonda nel tumulo
di desideri svaniti
trascritti su una lapide
con numeri e parole
con frasi d'amore
cornice ramata
verdastro il riflesso
la foto sbiadita
di un volto così caro
da scolorare il pensiero
ed un piccolo fiore
si sveglia ogni giorno
dal gelo mattutino
col calore di una fiamma
che da sempre accompagna
un lamento che vive
che dimora sotto una pietra
rinchiuso e sigillato
ricoperto da tempo
che calpesti noncurante
della violazione agli dei
del rispetto mancato
delle offese subite
non v'è più nulla intorno
solo fragili resti
misti d'acqua e polvere
muovono l'onda
d'un brivido che sfugge
che sale al cielo tiepido
in un freddo giorno d'inverno
ti vedo attraversare il mio animo
come vento di ponente
che ti riconduce nella casa
ove desto ogni mattino
mi solleticavi i piedi
fino al riaprirsi dei miei occhi
ad un flutto delle lenzuola
era l'ora di partire
un nuovo giorno da creare
come pasta di creta
sciolta per un nuovo cammino
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Commenti (1)
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Elisabetta Randazzo30 gennaio 2007
” era l'ora di partire un nuovo giorno da creare come pasta di creta sciolta per un nuovo cammino” Mi piace molto come l'hai chiusa
