Xcviii
Capisco e mi convinco del bel dire,
ma mentre forte il cor nel petto batte
e lo cervello in teschio si dibatte
sarebbe veramente grand’ardire
pensare di poter rotta invertire.
Qual’onda ch’avanza ed a riva sbatte,
s’infrange, si riforma e poi risbatte
così dentro corpo è tutto un sentire.
Lo pensiero segna rotta dedotta
e mai da quella si discosta e inverte
e dove diretto è, sol là finisce.
Fabbro incute a ferro botta su botta
e su stesso posto sempre colpisce
fin quando a suo modello lo converte.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (2)
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stelsamo14 giugno 2012
Pur nutrendo forte passione per "il bel dire", il pensare di poter cambiare, in questo senso il modo d'esprimersi nell'odierna società, è cosa abbastanza ardua. Tuttavia, non ci si vuole arrendere, al pensiero che si possa infine realizzare e si cerca di fare il possibile, così come il fabbro, che battendo e ribattendo sul ferro sempre nello stesso punto alla fine, riesce a dargli la forma che si era prefissato.
Alberto De Matteis14 giugno 2012
Invertire la rotta si può, proprio come fa il fabbro, che, alla fine, riesce a dare al ferro la forma a lui più congeniale. "Gutta cavat lapidem" Bravo Poeta e complimenti.

