Contadini
Alessandro Ferruzzi
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Sai amico mio,
siamo come contadini,
ariamo il terreno
con solchi profondi,
in modo che i semi vadano in fondo
così da attecchire,
sperando nel sole
e nella pioggia del cielo,
che siano clementi.
Dovremo vegliare,
per non permettere ai corvi,
di rubarci i germogli,
e poi aspettare,
con pazienza aspettare,
che venga l'estate,
e il biondo del grano
ci invada la vista.
Dopo il raccolto,
nel finale di vita,
avremo la schiena spezzata,
storti come vecchi contadini,
massacrati di fatica e sudore
ci saremo forgiati,
e potremo ristorarci
per poi ricominciare.
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L'autore
Alessandro Ferruzzi
Commenti (1)
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Amedeo Falco Teophilus16 giugno 2012
Una lirica bella, che racchiude in se l'andamento della vita... prima bisogna seminare, poi stare attenti che le insidie della vita non ci guastino il tutto, e poi finalmente si può raccogliere il seminato, anche se il tempo, come giustamente dice Ale, ci forgia e ci spezza la schiena.

