Il delfino
Alessandro Ferruzzi
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Salti a prora, poi ti mostri di lato,
a tribordo direbbe un marinaio,
occhi scrutano l’azzurro,
aspettando l’emersione,
istanti di felicità
antichi richiami pervadono i sensi.
Ti destreggi, prendi fiato,
solo tu, e pochi amici stretti,
nel mare di pericoli,
non ti offendi dell’ignoranza
che sovente ti chiama pesce,
mentre cerchi amicizia umana.
Perfetto nelle forme,
fatto per navigare,
occhi docili,
obbediente sempre agli ordini,
sai prendere la vita come un gioco,
e poi aiutare senza far mai male.
Vorrei vestirmi da delfino,
e forse già lo sono,
mentre triste penso al limite
ti vedo scomparire all’orizzonte,
certo hai bisogno di star solo,
nel tuo mare, in pace,
lontano dalle motori delle barche,
dalle reti.
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Alessandro Ferruzzi
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